Jack Black, "Acchiapparatti di Sua Maestà", con il suo terrier - ill. da London Labour and the London Poor, a. 1851

Jack Black, “Acchiapparatti di Sua Maestà”, con il suo terrier – ill. da London Labour and the London Poor, a. 1851

Le pratiche di derattizzazione in Europa risalgono alla scoperta del grande rischio di contagio rappresentato da topi e ratti in concomitanza con le grandi epidemie di peste nera (1300 e 1600).

Si tratta di una lotta sistematica alle infestazioni dei ratti, animali in grado di riprodursi fino a cinque volte l’anno, dando alla luce fra i 5 e i 12 piccoli, che nel giro di pochi mesi raggiungono la maturità sessuale.
La disinfestazione deve tener presente la tipologia di animale e le relative caratteristiche. Topi campagnoli, selvatici, domestici, ratto comune o ratto marrone infestano ambienti diversi e hanno comportamenti e abitudini differenti. In ogni caso esistono diverse soluzioni per impedire la proliferazione di questi animali: in primis il monitoraggio degli ambienti e la rimozione di eventuali nidi, la manutenzione delle strutture per evitare l’ingresso da aperture anche di piccolissime dimensioni, derattizzatori ad ultrasuoni e l’utilizzo di trappole ed esche specifiche a bassa tossicità.

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