propaggine

Questa tipologia di riproduzione delle piante è a metà tra la talea e la margotta. Si applica con successo alle piante con rami particolarmente flessibili, che è possibile piegare e interrare per un tratto, lasciandone fuori dalla terra l’estremità, che andrà legata ad un sostegno. Si opera un’incisione nel tratto che va interrato, solitamente un’asportazione di corteccia ad anello che va cosparsa di ormone radicale e tenuta sottoterra da un gancio a forma di U. Non è necessario concimare il terreno, che però dovrà essere sempre tenuto umido evitando ristagni d’acqua. Una volta che il ramo avrà radicato, solitamente dopo 2-3 mesi, occorre staccarlo dalla pianta madre. Si tratta di una pratica di propagazione adatta a piante come ilphilodendron, la passiflora, il gelsomino, la bignonia, la clematide, il ligustro, l’oleandro, il rododendro, il caprifoglio, il glicine, il lillà, l’erica, ecc. Per operare questa moltiplicazione il periodo migliore varia a seconda della pianta: per quelle sempreverdi è più indicata la primavera, mentre per le piante a foglie caduche è più indicata la fine dell’autunno.

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