Un rabdomante raffigurato nel XVIII secolo in Histoire critique des pratiques superstitieuses, (Jean-Frederic Bernard, 1733–1736)

La rabdomanzia o radioestesia è una pratica con la quale si tenta di individuare falde acquifere o filoni di metalli nel sottosuolo. Si utilizza solitamente uno strumento di legno a due punte come amplificatore dei movimenti del corpo generati dalle radiazioni dell’oggetto ricercato.

Secondo i rabdomanti, non c’è bisogno di nessuna capacità innata per diventare “indovini con la bacchetta” (dal greco rabdos-bacchetta e mantis-indovino), basterebbero infatti solo allenamento e pratica. Per questo motivo Walt Woods, un rabdomante ormai deceduto, ha stilato nel 1990 una vera e propria guida su come diventare stregoni dell’acqua. Il compendio è consultabile in internet cercando Letter to Robin. Sebbene questa pratica non sia riconosciuta scientificamente e sia assimilabile ai fenomeni paranormali, le capacità dei rabdomanti sono ampiamente sfruttate in tutto il mondo soprattutto per trovare falde acquifere, vista la sempre maggiore siccità che attanaglia molte zone del mondo. I rabdomanti sono in grado, infatti, di prevedere con esattezza, oltre al punto esatto dove scavare un pozzo, anche quale sarà la portata in litri al minuto, la profondità, se l’acqua è contaminata o meno. Alcuni addirittura riescono a lavorare in remoto individuando le falde acquifere da una cartina.