pianta liquirizia

La pianta della liquirizia è diffusa in tutto il mondo e le sue proprietà erboristiche erano già note nell’antico Egitto, in Assiria, nella Grecia antica e in Cina, dove veniva utilizzata per curare la tosse, i disturbi del fegato e le intossicazioni alimentari.

In Italia fu diffusa dai frati domenicani per la preparazione di liquori digestivi e infusi, che ne sfruttavano le proprietà antinfiammatorie, depurative, rinfrescanti ed espettoranti. Generalmente la parte della pianta che viene consumata è la radice, tuttavia si ritiene utile usare anche le foglie, coadiuvanti nella cicatrizzazione delle ferite, antibatteriche ed antinfiammatorie.

In Italia la tradizione nella produzione della liquirizia è fortemente presente in Calabria e in Abruzzo, dove la pianta si lavora fin dall’epoca romana. Coltivarla è molto semplice, poiché si tratta di una pianta che in Italia cresce anche spontanea. Si preferisce la moltiplicazione da pezzi di rizoma; quindi, anche successivamente alla raccolta di queste ultime, dopo tre anni in autunno, sarà sufficiente lasciarne qualche pezzetto nella terra per ottenere nuove piante.